Esercito di buoni o esercitare il Bene?

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Fare il bravo, essere buono…

Anche da adulti siamo abituati ad aspettarci qualcosa facendo i bravi o essendo buoni…

Ancora adesso inculchiamo ai nostri figli la “meritocrazia”.

Li addestriamo a decidere “da che parte stare: dalla parte dei buoni o dalla parte dei cattivi”.

Un albero non nasce con l’idea di diventare albero: lo è già, in ogni sua cellula è albero ed è felicemente gioioso di esserlo.

Una goccia di oceano non cresce con l’idea di diventare un pezzo di acqua: lo è già ed è armoniosamente in evoluzione con il resto dell’Oceano.

Tutto il Creato, l’intero Universo è in evoluzione. Noi siamo fermi a combattere. 

Nasciamo creature meravigliose secondo delle procedure, secondo una scala musicale precisa e stupenda, ma pretendiamo di stravolgere il tutto, di cambiare le note e di risolvere ogni tipo di difetto combattendo.

Combattiamo sempre un nemico: dentro di noi, all’estero, fuori il portone di casa, nel traffico, sul campo di calcio, in fila allo sportello.

Ci spingono e ci spingiamo ad arruolarci nell’esercito dei buoni e quando esplode un uomo riempito di tritolo immediatamente ci riteniamo talmente buoni da schierarci, dimenticando che l’unico vero risultato è che sono andate via delle persone in maniera brutale.

L’esercito dei buoni ha un numero di posti illimitato; non occorre avere una particolare qualità, basta ritenersi giusti e buoni e cercare a tutti i costi di salvare il mondo.

Esercitare il Bene…questa può essere la risposta.

Esercitare il Bene sempre e comunque, sotto la pioggia di critiche e calunnie.

Esercitare il Bene ad ogni modo, nonostante le frecciatine e le risatine.

Esercitare il Bene anche se non capiamo, anche se non veniamo capiti.

Tanto, cosa importa capire ed essere capiti?

Nessuna balena taccerebbe un delfino di non saper nuotare solo perché salta fuori dal pelo dell’acqua; entrambi sono felici del posto che occupano tra le braccia della Vita.

Esercitare il Bene non richiede il combattimento, non richiede il giudizio, non richiede aggressività, paura o violenza. Chiede a gran voce di esserci, di rimanere, di non andare via dal proprio posto tra le braccia della Vita.

Esercito o eserciti?

 

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