Il Riflesso Olistico: Ciò che sai non è ciò che Sei

 

La mia vita era bellissima. Almeno credevo che lo fosse.
Avevo una bella famiglia; possedevo una grande casa con spazi sufficienti per 3 famiglie intere;
avevo comprato anche l’ultimo modello di quell’autovettura capace di attraversare un fiume e correre
in autostrada senza battere ciglio.

Avevo studiato tanti libri ed avevo appeso al muro tanti riconoscimenti.
Sapevo tante cose, avevo tante cose, ma dove ero?

Portavo con me il pc portatile a letto per studiare, per accrescere la mia conoscenza, ma arrivava sempre
quel fatidico momento dopo il segno della croce, fatto come gesto di ringraziamento a Qualcuno/Qualcosa lassù
per la giornata:
una voce che dentro di me mi parlava, da sempre oserei dire.
Tappavo questa voce con sostanze chimiche per raggiungere più velocemente il sonno, sperando che questa voce
non mi seguisse nella fase onirica; al mattino seguente se anche avessi ricordato qualche sprazzo di sonno,
sarei balzato in piedi in pochi attimi per riprendere la conquista e la difesa del mondo piccolo che avevo costruito.

Avevo ma dove ero?
Possedevo, ma quale era il mio valore?
Acquistavo, ma mi stavo perdendo! 

Fu durante una comunissima mattina, uguale a tante altre nella mia routine, che mentre sorseggiavo un caffè
nel bel mezzo di una riunione che sentii dentro di me una voce; ma la sensazione mi portò a credere che quella voce fosse
uscita dalla bocca di uno dei miei interlocutori.

“Dove sei?”
Una volta, due volte, tre volte.

Rimasi pietrificato per svariati minuti, davanti ai visi attoniti dei miei colleghi.
Poi “ritornai” in quella stanza.
La mia giornata lavorativa, familiare e personale scorse avanti apparentemente normalmente, ma quella domanda
mi seguiva da lontano, per poi ripresentarsi alle orecchie quando regnava il Silenzio.
Arrivò la sera. Tutti dormivano. Il pc portatile era scarico e nessun libro era sul comodino accanto a me.

La voce si presentò leggiadra e potente.
“Sai di sapere tutto, credi di sapere tutto. Hai l’effimera sensazione di controllare tutto,
ma come puoi dominare Qualcosa in cui tu stesso nuoti, voli, respiri e vivi?”

Non avevo modo di rispondere, la bocca sembrava come sigillata a fuoco e la mente era assopita come un cavallo
imbizzarrito finalmente domato.

“Tu sei prima di sapere, è ora che tu sappia questo.
Questa è l’unica cosa da chiederti: tu sai di essere?

Tu sei nel Tutto ed il Tutto è in te, siete un’entità unica ed inscindibile.
Inutile accumulare briciole per sfamarti quando sei figlio di un grande chef.
Inutile mettere da parte tubetti finiti di pittura per scarabocchiare quando appartieni
al quadro più bello del pittore più abile e sensibile della Terra!”

Era ora. Era l’ora per me. Ora sapevo. Ero! 
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