Il Riflesso Olistico: Perfezione o Felicità?

“Perchè la Felicità non può essere perfetta?”

“Cosa intendi per “perfetta“?”

“Intendo: senza problemi, senza intoppi, senza ostacoli altrimenti non è felicità?”

“Quindi per “perfetta” tu intendi qualcosa di finto, irreale?”

“No no! Io voglio essere felice, per davvero…non per finta”

“Ma una felicità senza macchie, senza imperfezioni non esiste, non ancora per lo meno”

“Allora non è felicità, è altro!”

“Si hai ragione…è altro…è molto di più!”

La perfezione appartiene alle statue, la Felicità appartiene agli esseri umani, anzi
sono proprio gli esseri umani ad appartenere alla Felicità.
E’ come uno scambio vicendevole di aliti, come il bacio degli amanti, come l’acqua tra mare e fiume, come l’aria tra il vento e le ali degli uccelli.
L’uno non può sussistere senza l’altro.

Un’ala di un uccello nella sua magnificente perfezione ha comunque delle imperfezioni, che non l’abbattono, non le impediscono di sbattere, ma la rendono unica.

Il vento conosce dei momenti di calma, di vuoto nella sua magnificente perfezione, eppure ciò non gli impedisce di soffiare, sbatacchiare, sferzare, spostare, rendendosi unico.

Lo scambio di acqua tra mare e fiume nella sua magnificente perfezione conosce delle imperfezioni, ma ciò non impedisce loro di mischiarsi senza confondersi, di incontrarsi senza scontrarsi e di donarsi Vita, rimanendo unici.

Una statua ha una perfezione morta, immutabile, vuota, sterile.

Un essere umano ha una perfezione viva, mutevole, debole, meravigliosa e, queste solo attraverso queste peculiarità può vivere la Felicità…attimo dopo attimo.

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